Quando il migliore amico dell'uomo doveva meritarsi la pagnotta. Le foto d'archivio del Foglio
"A Berlino adunque, ogni mattina, appaiono alla periferia della città lattivendoli dei due sessi, che portano il latte sopra un carretto tirato da un cane, generalmente grosso, di razza mista, ma, un po’ più un po’ meno, sullo stampo di quello che i piemontesi chiamano cane da pagliaio, e più generalmente viene chiamato cane da casa o da guardia.
Due grossi cani da pagliaio in sul principio di questo secolo diedero molte emozioni ai torinesi. Essi tiravano correndo una leggerissima carrozzella, sulla quale stava il loro padrone, un signore che si compiaceva di eccentricità, cosa rara allora, il quale dimorava a Druent, paesello discosto pochi chilometri dalla città. Quei due cani non facevano altra strada che quella tra Druent e Torino, ma la faceva di buona voglia, solo avendo bisogno di fermarsi di tratto in tratto per bere, cosa facilissima colà dove dalle sovrastanti montagne scendono abbondanti le limpide acque che irrigano i prati e i campi, muovono le macine, e scorrono nei fossi lungo le strade."
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Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti
